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TECNICA PESCA - TANUTA
Bella e sconosciuta per i pescatori da riva, la Tanuta è simpatica per chi la cerca in barca. Simpatica la mascherina scura sul muso. Vasta gamma di sfumature, dal grigio perla all'azzurro striato d'oro.
I maschi nel periodo riproduttivo sfoggiano tra gli occhi, vividi e grandi, una banda iridescente e blu e scuriscono la livrea.
I maschi adulti si differenziano anche per la zona scapolare gobba e per la fronte depressa. La pinna dorsale, unica e lunga, inizia con una spina; la caudale è concava e forte, proporzionata alla taglia del pesce.
D'indole grecaria, la tanuta si sposta con frequenza in gruppi compatti. Con calma, procede sempre sulla stessa linea e profondità: solo un pericolo improvviso le impone uno scatto, la fuga e la ricerca di un nascondiglio tra posidonie e anfratti.
Rimane nascosta poco tempo, cerca la fuga verso il mare aperto, poi il gruppo si ricompone avviandosi verso altri erbari.
Si riproduce nel mese di Maggio.
Sul fondo, tra sabbia e alghe i genitori scavano un nido per le uova. I giovani pesciolini rimangono sottocosta fino a raggiungere i 7-9 centimetri, quindi riscendono sul fondo.
COME SI PESCA LA TANUTA
Palamito di Fondo con ami piccoli e pezzetti di sarda.
Si cala con andamento serpeggiante se non si è certi della direzione della corrente, altrimenti si dispone in orizzontale.
Al momento del salpaggio, finchè il recupero avviene in acqua, il pesce oppone molta resistenza ma appena estratto si quieta.
A bolentino, a mano o con la canna, si usa una lenza madre dello 0,30 con braccioli dello 0,28 e ami dal numero 6 al 12, piombatura adeguata alla profondita'.
Si procede in deriva e ci si ancora dopo la prima cattura, accertandosi di essere sopra il branco.
Articolo Inviatoci da Maurizio Borina.
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