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Passione Eging…(Pesca ai cefalopodi) Introduzione: La tecnica dell’eging,viene direttamente dal Giappone,e va a mirare la classe dei cefalopodi,quali: Calamari ,Seppie e polpi. Questa disciplina è molto amata dai pescatori moderni,in quanto molto divertente e affascinante grazie alle sue prede,anche se ancora si sente dire,che catturare i calamari da terra non sia possibile! L’eging sfata questo mito,e ci dimostra che la tecnica c’è,tutto nel saperla praticare,e adesso appunto spiegheremo di cosa si tratta. In Generale: Derivata dalla pesca ai calamari dalla barca “tataki fishing” ,questa tecnica,deve essere praticata nelle ore notturne (per via delle abitudini delle prede), dalla spiaggia o dalla scogliera,ma anche dai moli può dare ottimi risultati,con attrezzatura abbastanza specifica del tipo “light”. Come esca avremo un’artificiale “egi” o “totanara”,che non è altro, che un’imitazione di un piccolo pesce o di un gamberetto. Questa tecnica possiamo definirla anche come una specie di spinning al calamaro.
Il Calamaro: Il Calamaro “Loligo Vulgaris”,è un mollusco carnivoro,appartenente alla famiglia dei “cefalopodi”,ha una forma lunga e affusolata,formata da un mantello che racchiude tutto l’organismo,a cui ai lati presenta due grandi ali che permettono il nuoto al calamaro. La pelle e ricoperta da “cromatofori”,che permettono all’animale di cambiare colore,in funzione dell’ambiente circostante,o addirittura per comunicare tra di loro ,e trasmettere uno stato d’animo. Il calamaro è molto veloce in acqua,grazie al suo sifone ,situato sotto la testa ,che gli permette di avere una spinta reattiva ,che consiste nel risucchiare l’acqua all’interno della cavità,e poi espellerla rapidamente dal sifone. La direzione del sifone può variare,cosi da permettere all’animale di cambiare direzione di nuoto. Le “armi” del calamaro sono i lunghi tentacoli,che usati come fruste,o mani,porteranno la preda al forte becco,nascosto proprio tra di essi. Questo bellissimo animale marino,e capace di dare spettacolo sotto la superficie dell’acqua,grazie ai suoi colori brillanti,e vederlo nuotare è qualcosa di meraviglioso,ci stupirà con i suoi movimenti aggraziati ,e i suoi grandi occhi. Il calamaro è anche molto “lunatico”,nel senso che è difficile capire le sue abitudini e i suoi orari,anche per questo è bella la pesca al calamaro,perche prima di pescarlo lo si deve studiare per capire bene come arrivare a lui,è un’animale molto intelligente e affascinante che si muove normalmente a mezz’acqua o nei pressi della superficie. L’eging si pratica quasi sempre in notturna perche il calamaro,nelle ore notturne nei periodi invernali,tende a risalire dai fondali marini per cacciare o deporre, e arriva a pochi metri dalla spiaggia,cosi da permetterci di insidiarlo con questa fantastica tecnica. La Seppia e il Polpo: La Seppia: Le seppie “sepiidae”,sono dei molluschi cefalopodi marini diffusi in ogni mare del mondo. La Seppia + di forma ovale circondata da una pinna che agita per muoversi nell’ambiente marino. Presenta 10 zampe,di cui 8 veri e propri tentacoli di pari lunghezza,mentre i 2 rimanenti sono lunghi appendici retrattili dotate di ventose denticolate,che usa per la difesa,riproduzione e per cacciare. Gli occhi di questo animale sono molto sporgenti, e presentano una pupilla molto sviluppata a forma di W. La seppia è capace di una spiccata capacità mimetica,e può cambiare il proprio colore a seconda del fondale che trova in pochi instanti. Le viscere dell'animale presentano una conchiglia interna, detto Osso di Seppia. Si nutre di granchi ,piccoli pesci,vermi e altri piccoli molluschi. E viene generalmente mangiata da Delfini,grandi pesci predatori. La seppia a differenza del calamaro,frequenta maggiormente il fondo,e quindi per insidiarla dovremo “scandagliare” per bene più a fondo possibile col nostro artificiale. Il Polpo: Il Polpo “Octopus Vulgaris”, presenta un corpo a forma di sacco rotondeggiante,a cui al centro si apre la bocca (il cosi detto becco),intorno alla bocca si allarga il mantello da dove partono a raggiera otto tentacoli molto robusti che si assottigliano nella parte terminale. Lungo la faccia inferiore di ogni tentacolo corrono due file di ventose discoidali, che servono all’animale per fare presa sul fondo o su qualsiasi oggetto gli capiti a tiro. Gli occhi, abbastanza piccoli e lievemente sporgenti, sono piuttosto distanziati tra loro, ma sistemati in modo da avere una perfetta visione sia di fianco che davanti. Non ci sono pinne di alcun tipo e la propulsione è assicurata dai tentacoli e dal sifone, un apparato quest’ultimo che serve al Polpo per irrorare le branchie e per spostarsi “a reazione” quando il getto d’acqua diventa violento e veloce. Il nuoto “a reazione” avviene all’indietro e allora il Cefalopode, da apparentemente goffo e corpulento, diventa un idrodinamico siluro con il corpo e i tentacoli allungati su un unico asse. Il Polpo rispetto al calamaro e alla seppia,è un cefalopode più goffo e pigro,che comunque non è da sottovalutare ,perche una volta afferrate le prede che possono essere anche di grandi dimensione,non potranno più scappare grazie alla sua morsa di morte tra le sue ventose. E anche per questo cefalopode dovremo scandagliare il fondo per trovarlo,viste le sue abitudini. "EGI,Totanare,squid jig": Gli Egi come avevamo detto prima sono imitazioni di gamberi o di pesci foraggio ,in plastica fluorescente rivestiti in filo di seta o licra con una vastissima varietà di colori e forme,tutti muniti con un doppio cestello di aghi lisci. La misura e il peso di questi artificiali normalmente vanno dalle misure 2,5 alla misura 3,5,anche se in certi casi ci sono pescatori che preferiscono usarli più grossi o più piccoli.
Come nelle altre tecniche dove si usano artificiali,ognuno di noi si farà una propria simpatia con un modello di egi e di colorazione che andremo sempre ad'usare per primo,ma naturalmente nel nostro porta artificiali dobbiamo avere un po di tutto sia come colorazione e sia come dimensione,...La dimensione è molto importante negli ultimi anni e stato sviluppato un nuovo egi dalla famosa casa "yamashita" stiamo parlando dei famosissimi "NAORY" un egi molto raffinato, oserei dire un gioiellino che quasi ci piangerà il cuore a lanciarlo nelle profondità marine per via della sua perfezione,la sua particolarità sono proprio le dimensioni minute e il grado di affondamento,tutta via il calamaro ha comportamenti molto strani e può benissimo preferire un egi ad un'altro,per questo dovremmo stare attenti a capire le loro abitudini in base alle catture e alle condizioni. Io consiglio sempre di utilizzare artificiali di prima linea come Yamashita Qlive,Naory,Yozuri,Molix millerighe, e di non superare mai la misura 3. L'attrezzatura: Leggerezza e piacere di pescare sono le parole chiave per questa tecnica,in quanto la nostra canna dovrà essere specifica da eging per avere massime prestazioni in: Lancio,Jercate,Recupero,combattimento e potenza. Dovremo scegliere una canna da eging,generalmente a 2 pezzi,con manico corto (cosi da permettere l’azione di pesca dell’eging) e con una lunghezza massima di 8,3 piedi e grammatura 2-3,5 egi.Le canne da eging sono create appositamente per la pesca al calamaro e alla seppia,con un’azione che le permette di avere lunghe gettate nel lancio ,una sensibilità unica ,e una potenza capace a gestire le forti pompate dei calamari senza strapparli. Il mulinello che abbineremo alla nostra canna dovrà essere molto leggero e potente,con un imbobbinamento abbastanza preciso (cosi da evitare vuoti e parrucche),la taglia può andare da 2500 al 4000 con frizione anteriore. Il filo che andremo a imbobbinare,sarà del tipo “trecciato” ,cercheremo di scegliere un trecciato di ottima qualità molto setoso come il “sunline super pe”,di misura molto esile come: 8lb,10lb cosi da aiutarci molto nel lancio,creando meno attrito possibile tra gli anelli della canna. Al termine del trecciato,per chi vuole essere veramente al top,potrà creare uno spezzone di lenza in “fluorocarbon” di 40 cm di uno 0,26mm per rendere il tutto più invisibile. Hot spot: "girovagando per le spiagge in notturna," La pesca del calamaro è molto faticosa per via di questo fattore che ora vi spiego, il calamaro è un pesce di corrente che non sta mai fermo quindi faremo bene a cercarlo per le spiaggie,con ripetuti lanci fino a quando non ci sarà uno strike! Comunque sia ognuno di noi si dovrà creare sempre un punto di riferimento dove potrebbe esserci la presenza del calamaro,la cosa più logica è cercare prima le sue prede come i sugarelli che sostano sotto le luci artificiali ,oppure nei luoghi dove ce sempre cambio di corrente,ad'esempio l'entrata di un porto o in delle scogliere. Tecnica di pesca: "stop and go" Questo è il concetto principale dell'eging, Dopo aver lanciato il nostro artificiale lo lasceremo scendere lentamentea filo ben teso (il calamaro attacca mentre il nostro artificiale scende) fino ad arrivare a fondo,dopo di che cominceremo a fare uno "stop and go" con dei piccoli colpetti di canna che andranno ad'animare il nostro egi attirando l'attenzione del calamaro con le sue vibrazioni. Dopo di che cambieremo continuamente trainata cosi da stimolare il calamaro,anche con delle forti jercate che faranno sbandare il nostro artificiale sott’acqua,sondando tutti gli stradi d’acqua. luce o buio???
Una domanda che ci faremo diverse volte nelle nostre serate,saremo indecisi se pescare vicino a delle sorgenti di luce artificiale o nel buio più pesto,avremo il dubbio se caricare di luce il nostro artificiale fluorescente oppure di lasciarlo spento,tutte queste risposte le avremo solo provando svariate volte testando ogni condizione. Ovviamente dovremo sondare tutti gli strati d'acqua, il calamaro si aggira ovunque" "FATTORE FERRATA" in questa tecnica la ferrata del pesce è la cosa più importante,anche perche se data al momento sbagliato in maniera sbagliata può strappare il calamaro,che lancerà ai compagni un allarme di pericolo con il consecutivo allontanamento del branco,ovviamente non succede sempre, ma la ferrata dovrà essere molto delicata il calamaro dovrà essere abbracciato al 100x100 sul vostro artificiale per essere ferrato nel modo corretto cosi da evitarne lo slamo, il recupero della preda dovrà essere costante e delicato,con frizione tarata in modo da dare qualche strappetto nelle pompate del calamaro di taglia giusto il poco che serve per non strapparlo,la cosa importante e tenerlo sempre in tiro se no si slamerà per via degli aghi senza barba. COMMENTI
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