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Pesca Calamari - Eging
Di Gianluca Rizzuti
Come dal titolo parliamo un po dell'eging ai cefalopodi, una tecnica molto selettiva che va a mirare appunto: Calamari, Seppie e Polpi.
Anch'essa nata in Giappone ha appassionato molti pescatori che credavano sia impossibile effettuare catture di calamari dalla terra ferma. Derivata dalla pesca ai calamari dalla barca,l'eging si sofferma una pesca prevalentemente notturna per via delle abitudini lunatiche delle nostre prede,in quanto molto intelligenti i calamari sono molto misteriosi e affascinanti ma di questo ne parleremo tra poco.
Il periodo di pesca migliore è quello invernale,dove il calamaro durante le ore notturne risale dai fondali marini per cibarsi del pesce foraggio che sta a pochi metri dalla battiggia,le esche che andremo ad'usare i cosidetti "egi" sono l'imitazione si un gamberone o di peschi foraggio,munito con cestelli di aghi che dovranno allamare il calamaro al momento giusto senza strapparlo.
"EGI,Totanare,squid jig":
Gli Egi come avevamo detto prima sono imitazioni di gamberi o di pesci foraggio ,in plastica fluorescente rivestiti in filo di seta o licra con una vastissima varietà di colori e forme,tutti muniti con un doppio cestello di aghi lisci.la misura e il peso di questi artificiali normalmente vanno dalle misure 2,5 alla misura 3,5,anche se in certi casi ci sono pescatori che li usano piu grossi o piu piccoli.
Come nelle altre tecniche dove si usano artificiali,ognuno di noi si farà una propria simpatia con un modello di egi e di colorazione che andremo sempre ad'usare per primo,ma naturalmente nel nostro porta artificiali dobbiamo avere un po di tutto sia come colorazione e sia come dimensione,...La dimensione è molto importante negli ultimi anni e stato sviluppato un nuovo egi dalla famosa casa "yamashita" stiamo parlando dei famosissimi "NAORY" un egi molto raffinato, oserei dire un gioiellino che quasi ci piangerà il cuore a lanciarlo nelle profondità marine per via della sua perfezzione,la sua particolarità sono proprio le dimensioni minute e il grado di affondamento,tutt'avia il calamaro il calamaro ha comportamenti molto strani e puo benissimo preferire un egi ad un'altro,per questo dovremmo stare attenti a capire le loro abitudini in base alle catture e alle condizioni.
L'attrezzatura:
Leggerezza è la parola chiave di tutto questo... la canne che andremo ad utilizzare saranno prevalentemente a 2 pezzi con le lunghezze che oscillano dal 2,10 mt ai 2,70mt con grammature svariate con un range di 15, 40 gr.
In commercio naturalmente ci sono le canne fatte apposta per l'eging, ma ce chi come me si trova meglio adattando una canna da spinning,questo fattore è estremamente personale,anche se di certo non potremo mai pescare a calamari con una canna da surf!!! o con una bolognese !!!!
Il mulinello dovra essere molto leggero (come la canna d'altronde) ma allo stesso tempo potente cosi da gestire a dovere le potenti pompate del calamaro,un 3000 o 4000 è ottimo preferibilmente con frizione anteriore.
Il filo imbobbinato dovra essere del tipo "trecciato" dal diametro molto fine 0,8mm 0,10mm puo andare benissimo cosi da aiutarci molto nel lancio,e se si vuol fare per scrupolo aggiungeremo uno spezzone di 60 cm in fluoro carbon alla fine di un buon 0,26 dove attaccheremo uno sgacio rapido e l'egi.
Hot spot:
"girovagando per le spiaggie in notturna," la pesca del calamaro è molto faticosa per via di questo fattore che ora vi spiego, il calamaro è un pesce di corrente che non sta mai fermo quindi faremo bene a cercarlo per le spiaggie,con ripetuti lanci fino a quando non ci sarà uno strike!
Comunque sia ognuno di noi si dovra creare sempre un punto di riferimento dove potrebbe esserci la presenza del calamaro,la cosa piu logica e cercare prima le sue prede come i sugarelli che sostano sotto le luci artificiali ,oppure nei lughi dove ce sempre cambio di corrente,ad'esempio l'entrata di un porto.
Tecnica di pesca:
"stop and go" Questo è il concetto principare dell'eging, Dopo aver lanciato il nostro artificiale lo lasceremo scendere lentamente fino ad arrivare a fondo,dopo di che cominceremo a fare uno "stop and go" con dei piccoli colpetti di canna che andranno ad'animare il nostro egi attirando l'attenzione del calamaro con le sue vibrazioni.luce o buio???
Una domanda che ci faremo diverse volte nelle nostre serate,saremo indecisi se pescare vicino a delle sorgenti di luce artificiale o nel buio piu pesto,avremo il dubbio se caricare di luce il nostro artificiale fluorescente oppure di lasciarlo spento,tutte queste risposte le avremo solo provando svariate volte testando ogni condizione.ovviamente dovremo sondare tutti gli strati d'acqua, il calamaro si aggira ovunque"
"FATTORE FERRATA"
In questa tecnica la ferrata del pesce è la cosa piu importante,anche perche se data al momento sbagliato in maniera sbagliata puo strappare il calamaro,che lancerà ai compagni un alarme di pericolo con il consecutivo allontanamento del branco,ovviamente non succede sempre, ma la ferrata dovrà essere molto delicata il calamaro dovra essere abbracciato al 100x100 sul vostro artificiale per essere ferrato nel modo corretto cosi da evitarne lo slamo,
Il recupero della preda dovra essere costante e delicato,con frizione tarata in modo da dare qualche strappetto nelle pompate del calamaro di taglia giusto il poco che serve per non strapparlo,la cosa importante e tenerlo sempre in tiro se no si slamerà per via degli aghi senza barba.
Seppia e polpo:
nell'eging e anche facile imbattersi in queste 2 prede che vivono a contatto con il fondo marino,quindi per insidiarli sarà importante "rastrare" il fondo col nostro artificiale fino a quando non li sentiamo.
Parere Personale:
Io amo moltissimo la tecnica dell'eging la pratico da quando ero un bambino, è una tecnica molto affascinante per via delle sue prede,e anche molto comoda perche si puo praticare in qualsiasi spiaggia o scogliera in qualsiasi ora della notte.gli attrezzi che uso personalmente sono una Shimano Speed Master Spinning 3,30 mt 15 ,40 gr accoppiata con uno Shimano Rarenium 4000 cI4 ,e vi posso garantire che si comportano benissimo con una leggerezza assoluta e una sensibilità di pesca fuori dal comune.
Concludo dicendo che la vera competizione tra te e il calamaro e scovare dove si nasconde in quale oscuro angolo del mare.
Articolo inviatoci dall'amico Antonino Oddamo di Messina....
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