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Il palamito per Pesci Spada e Tonni seppur affascinante, è ritenuto dal sottoscritto, non una tecnica di pesca sportiva ma più propriamente un "mestiere".
Pur precisando questo, ritengo che la pratica di questa tecnica regala emozioni indimenticabili che vanno, dalla preparazione dell'attrezzatura, alla scelta dei luoghi in cui verrà fatta la cala, ai sogni di vedere a pozzetto una preda da 100 kg.
Io la pratico come mi è stato insegnato da vecchi pescatori calabresi che ogni anno giungono presso il mio porticciolo per la pesca allo spada.

Il palamito pesante sarà costituito da un trave di diametro dello 1,40 di ottima griffa e di qualità soft per facilitarne la posa in acqua, monofilo per terminali composto da nylon del 1,20 e dello 0,90.
GLi ami saranno del numero 2-4 qualità Mustad.
Passando allo specifico, il segreto non consiste in quanti ami andremo a calare, ma a quanto mare riusciremo a prendere con la stesura. Quindi il consiglio è di realizzare un palamito con distanza tra i braccioli di circa 27 braccia o passi, pari circa a 50 metri.
Il bracciolo sarà costruito con tre bracciate di monofilo del 1,20 alla cui estremità piomberemo una girella, seguita da un passo(1,80 mt) di monofilo dello 0,90. Questo per consentire una pesca all'insegna della leggerezza, ammortizzando efficacemente le fughe di prede di notevole mole, evitando anche ingarbugli tramite l'ausilio della girella.
Il nodo da usare per la legatura tra braccioli e travi consiste nell'affiancare il bracciolo al trave e con il capo libero avvolgiamo l'interno dell'asola e il trave con 4 spire. Serriamo il nodo e passiamo la parte libera del bracciolo attorno al trave. Facciamo 4 spire solo attorno al trave e poi serriamo il nodo: il bracciolo scivolerà solo con prede eccezionali.
All'atto pratico della cala del palamito presteremo molta attenzione all'andamento della corrente, che se ipoteticamente fosse di ponente, noi avendo preventivamente calato il pedagno, caleremo a 45° verso levante, malizia questa che permette al palamito di percorrere durante la nottata sotto l'influenza della corrente un ampio tratto di mare, fin quando verrà trovata la mattina in direzione di corrente.

Come tutti sapranno, la pesca viene svolta in superficie, ma con piccoli accorgimenti che e valutazioni che verranno dettati dall'influenza della luna.
Con la luna nuova, in pratica è conveniente non uscire, o almeno fare in modo di far pescare il palamito quanto più in superficie possibile, poichè i pesci, data la scarsa luminosità, stazionano appena sotto il livello dell'acqua.
Automaticamente capirete, che quanta più luna c'è, tanto più bisogna affondare il palamito. Questo verrà regolato dall'inserimento di galleggianti(semplici bottiglie di sapone da 2 litri) che nel caso non ci fosse luna andranno messi ogni 3-5 ami, fin ad arrivare a 13-15 ami in presenza di luna formata.
Altra piccola malizia per evitare di ritrovare il palamito teso come una corda di violino è fare al centro del palamito un ponte tra un galleggiante e l'atro molto più lungo inserendogli nel mezzo una zavorra di circa due Kg, in modo da impedire l'intelatura del calamento.
Parlando di esche, io utilizzo solo sarde fresche, innescate seguendo un piccolo consiglio.....non fate come tanti pescatori di acqua dolce, che innescano la sarda dagli occhi, inneschiamola invece dall'incavo sotto le branchie, facendo uscire l'amo dalla testa.
L'inganno sarà più credibile......fidatevi.

Articolo scritto da Gianluca Mazzarri di La Spezia


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