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MORMORA Dell'ordine dei perciformi, questo tipo di pesce dal corpo compresso lateralmente e con un colore bianco argenteo a sette fasce scure trasversali, è da me chiamato il signore in tait. Ambita preda di tutti i cannisti vecchi e giovani è insidiato con varie tecniche di pesca sia per la bonta' delle sue carni che per la sportività della specie. Vive generalmente sui fondali con sabbia granulosa, la si può pescare alle scadute di scogliere ed alle imboccature dei porti. Raggiunge facilmente il chilogrammo di peso ed anche se di piccola taglia è un ottimo avversario. Sa' essere furba e maliziosa e non sempre si riesce ad allamarla alla prima toccata. Nei periodi che vanno da Aprile a settembre si può insidiare questo sparide nelle ore che vanno dal tramonto all'alba. Negli altri mesi, anche durante le ore diurne, con dei momenti di alta all'alba, a mezzogiorno ed al tramonto. La sua pesca è favorita con l'alta marea e con la luna in crescenza, fino ad arrivare alla luna piena. La mormora si può pescare con mare calmo e limpido e con mare in scaduta. Ovviamente con il mare in scaduta, la luna in crescenza e l'alta marea, si possono tirare in secco prede considerevoli. Le esche da adottare sono varie. Vengono prese in considerazione il muriddu, il coreano, la tremolina, l'esca rossa ed il cannolicchio. L'attrezzatura da usare prevede l'uso di più canne ad azione rigida lunghe 4-5 metri. Ai mulinelli, gli stessi usati nella tecnica del surfcasting, quindi di misura compresa tra il 6000 ed il 10000, avvolgeremo un monofilo del diametro 0,35. Date le mie esperienze, consiglio di adottare due tipi di terminali, uno con piombo fisso(che useremo con mare calmo o in scaduta), ed uno con piombo scorrevole da usarsi con il mare calmo. Giunti sul posto stabilito, potremo adottare due tecniche di pesca. Usando al massimo tre canne distanti tra loro circa 5 metri, innescheremo ed effettueremo il primo lancio non eccessivamente lontano, attenderemo che il piombo tocchi terra, tenderemo la lenza e fisseremo al cimino un campanellino segnalatore. Il secondo lancio lo effettueremo poco più a largo. Ora, con la terza canna o useremo la stessa tecnica di attesa, oppure volta per volta trainando con il mulinello e dando delle brevi pause all'esca, effettueremo dei lanci quanto più al largo possibile, fino ad incocciare l'altezza dove il nostro sparide sosta. La toccata della mormora si presenterà sulle canne o con fre con l'allentarsi della lenza dalla posizione originaria. Quando, invece, la mormora si presenterà alla canna che avremo tra le mani, avvertiremo un forte strattone; mai dare immediatamente l'incocciata, attendere pochi istanti mollando la lenza, attendere che si ripresenti all'attacco e dare l'incoccio. Per portarlo a secco, pur di salvare la pellaccia, avvertiremo da parte della mormora delle forti capocciate che ci daranno dei momenti indimenticabili di gioia. COMMENTI
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